sabato 22 ottobre 2011

La piuma sul cappello




Se il Cappellaio Matto fosse stata una donna, secondo me Alice sarebbe rimasta. E ci sarebbero stati meno topi e più riviste. Che sarà mica modo di prendere un tea, quello. Quando noi galline ci riuniamo per il tea, che poi è caffè, facciamo le cose con la testa.
Perché alla fine, il tea - o caffè che sia - è una scusa. Quello che importa è l’oroscopo. E delle storie ben raccontate, ricche di dettagli cronologicamente snocciolati.
Ma una volta che ti allontani dalle tue galline, ne potrai mai trovare delle altre as dear? Ti sapranno lisciare le piume quando sei arruffata, darti un paio di beccate se te lo meriti, o tenerti a bada le zampe, per limitare i danni?
Non che il mondo non ne sia pieno, perché lo è. Ci sono galline dappertutto, anche dove non te lo aspetti. Una volta ho conosciuto una gallina modella, con addosso un paio di leggins di paillettes Stella McCartney color cipria che l'avrei abbracciata.
Ma non è la stessa cosa, perché il primo pollaio non si scorda mai. Tutti quei e lui mi fa e io gli faccio, tutti quei long island, tutti quegli abbinamenti sbagliati e perdonati in nome dell’amore, mica si dimenticano così.
Ma le galline, si sa, spesso sono in fuga. Caratteristica principale delle pennute, infatti, è la smania. Da rossetto, da uomo o da Mulberry - nel mio caso, da lavoro, da insoddisfazione congenita o incostanza proverbiale, da convivenza, da connivenza o dal fare senza,  la gallina svirgola, si divincola, scappa per poi pentirsi e tornare, e chiedersi quale delle due scelte era la peggiore. Decide di norma impulsivamente, se si escludono rarissimi esemplari di gallina guidata da raziocinio, che tende ad essere plagiata dal gruppo. E' protettrice del pollaio e del vintage, non necessariamente in quest'ordine, e oggi mi è mancata moltissimo. Allora mi sono messa un cappello e ho fatto un caffè, ma gli oroscopi in francese non li capisco, e senza storie non è la stessa cosa. L'unica soluzione possibile mi è sembrata quella di comprare la Mulberry online per sentirmi meno sola, per poi cadere in quel vortice di orgoglio e rimorso da cui uscirò una volta scartata la mia Alexa in a bag. E mi sono infilata in dei leggins di paillettes, e ho capito perchè io e la modella ci eravano dette addio.

La solitudine è una gran brutta bestia: http://www.mulberry.com/

7 commenti:

NickIbba ha detto...

Ogni scusa è buona per comprare una Alexa, per te mia cara, ma l'arte con cui spieghi il processo che ti ha costretto a comprarla è decisamente è sopraffina e non meriti che una standing ovation.
Galline, galli. Lo sai che queste generalizzazioni di genere di solito mi fanno storcere il naso, ma capisco di cosa parli e ho ben presente i caffé che nel nostro caso- ti ricordo- erano poi pasticcini e un letto grande su cui cantare,ridere, sorridere e a volte anche piangere.
Bei tempi. Una vena malinconica mi assale in una domenica mattina uggiosa come solo Londra ti sa dare.
Forse anche io dovrei comprare il corrispettivo di un'Alexa. Dici che aiuterebbe?

justpowderingmynose ha detto...

ovvio che il corrispettivo aiuta, quello aiuta SEMPRE.
e siamo tutte un po' galline, soprattutto noi lontane, che ci ritornano i blues come fosse un orzaiolo. e se devi rompere un letto e sei solo, meglio atterrare su della morbidissima pelle. x

Alice ha detto...

eheheh buongiorno tesoro....ci voleva un pizzico di justpoweringmynose in questa grigia domenica di incertezza gallinesca prefuga! che poi proprio il pizzico giusto!

justpowderingmynose ha detto...

sempre al tuo servizio madame! :)

elisabetta gazzoni ha detto...

voglio vedere l'alexa! mi sa che sono un po' gallina anche io oggi, ho voglia di organizzare una piccola fuga a Bruxelles e ancora non ha nevicato come dicevano le previsioni :-)

Alice ha detto...

Concordo pienamente...paese che vai, pollaio che trovi, e il primo pollaio non si scorda mai...

arianna ha detto...

Cara Silla, pensavo ieri a voi durante un pomeriggio di piani abbozzati sulle nozze valvasonesi. Già vi vedevo tutte/i splendide/i nei vostri abiti a dettare l'eleganza della cerimonia ma anche ad inebriare l'atmosfera con l'allegria e la spensieratezza di quegl'interminabili anni bolognesi di caffè, danze, ciozze, confidenze e festa.
Senza questo dettaglio non potrei ricordare che è proprio il mio di matrimonio. Riprendendo le parole di Nik, il processo con cui descrivi il tè di galli e galline, è davvero sopraffino e mi riempie di bella nostalgia. Allo stesso tempo mi fa pensare "che cos'è una Mulberry?" inorridite pure...adesso vado a guardare, chissà che anche a me il suo acquisto non consoli un giorno!