venerdì 6 maggio 2011

E l'America inventò i cupcakes

Nelle tre ore d’aria gentilmente offerte dal fidanzato, sono saltata su un bus di righe vestita. Un brusco ritorno alla realtà, con tutte le ascelle primaverili che caratterizzano la stagione dei fiori sui trasporti pubblici. Brusco, dicevo, perché avevo appena scoperto di essere stata pubblicata sulLA rivista. Non di solo Vogue vivono le ragazze, pare.
Ero a caccia di cupcakes, perché non potevo prendermela che erano già quasi passati di moda senza presentarsi al mio cospetto. Li ho trovati in questa che chiamerò Cupcakeria, perché non mi viene in mente niente di meglio, in una zona abbastanza cool di Bruxelles, piena di begli studenti con belle pose seduti in bei bar.
Il magasin si chiama Lilicup, ed è piccino e accogliente. C’è l’immancabile angolo Ikea pour les petits, la proverbiale tovaglia a pois, e un bel bancone da cui scegliere cupcakes di vari gusti.
Io sono stata sul tradizionale, e ne ho presi tre: vaniglia cioccolata, torta di carote e speculoos.
Tornata a casa ho aperto la scatola cercando di convincere la figlia che era molto meglio la sua pastina coi piselli, me stessa che un po’ di cyclette sarebbe stato il mio personale giubileo, e il fidanzato che spendere 9 euro per tre morsi di torta era tout-à-fait normal.
Ora, che io non abbia assaggiato quelli di Julia Child ok, ma sono rimasta un po’ delusa. Mi pare di essere davanti ad un altro esempio di bravura americana, in cui prendono qualcosa che esiste già, gli danno un’aria deliziosa e te lo ripropongono come un’irresistibile chiccheria. 
Almeno gli inglesi hanno trovato un nome molto più carino, fairy cakes, cioè le torte delle fate, ma la sostanza non cambia.
Buoni come una torta fatta in casa, ma presentati in maniera incantevole, sono perfetti per un pomeriggio di oroscopi e riviste con le amiche, per una chic pause ogni tanto o se si ha una alzatina da riempire. 
Ne è valsa la pena? Non so, il mio è un olfatto sopraffino, e dopo quasi due ore di trasporti speravo di trovare al bancone Meryl Streep.
Ma se come me non li avete mai provati, soddisfate la vostra curiosità, che qua stanno tornando i ’90 e tra poco sarà tutto un anfibio e tanti saluti a cotonature e grembulini.




http://www.lilicup.com/

e per chi volesse farmi gongolare cliccando sul link di vogue:

http://www.vogue.it/magazine/notizie-del-giorno/2011/04/models-scouting (lucia gazzoni)

10 commenti:

Silvia ha detto...

Si si, yuppie! Altri post sul cibo, dai! Tipo piatti tipici della tradizione culinaria belga (forse questo interessa solo a me!) o sulla cioccolata o ... Ok, lo so, lo so, non è un blog di cucina, ma... si diceva... cibo, shopping, ego...

justpowderingmynose ha detto...

vero è che ti ho pensato, mentre addentavo il primo cupcake!
la cucina belga mi lascia un po' perplessa, ma giuro che cercherò qualche cosa di interessante su cui scrivere!

Alice ha detto...

mmm sarei venuta volentieri con te....ci sarebbero stati da dio oggi pomeriggio chiacchiere e fairy cakes...

justpowderingmynose ha detto...

magariiiiii !!! <3

SILVIA ha detto...

honey!!!!really love your blog!!=D
great job!!
xxx

Willy-Nat ha detto...

La Giulia a Genova ci ha preparato proprio ieri una versione "stesa" di cupcake alle carote... in pratica l'ha però smontato ed è tornata alla cara vecchia torta con farcitura (philadelphia e ricotta)... ha trovato una ricetta di cup, fatta in orizzontale e sostituito il burro con la ricotta per il decoro: messa in frigo è strepitosa!
Ora la invito sul blog così ci dà la ricetta!

justpowderingmynose ha detto...

mmmmmmmmmmmmmm
tu sei per le torte quello che io sono per le borse!

Alice ha detto...

...ma il wallet detox?

justpowderingmynose ha detto...

i tried my best, giuro..

arianna ha detto...

Da amante sfegatata di cupcakes, anzichè di fairy cakes,
consiglio una pasticceria divina come la nostra Lucia.
Se siete in terra londinese non perdete: www.thehummingbirdbakery.com. Perchè comunque le cupcakes non sono sempre buone, dietro quel glitter possono confondere la qualità!